Ginkgo Biloba

Una pianta antica che migliora la vita

Questa meravigliosa pianta, a cui vengono attribuite molte proprietà antinvecchiamento, è un "fossile vivente". Cos'è un "fossile vivente"? E' semplicemente un organismo che esiste da migliaia di anni e non ha praticamente subito alcun tipo di evoluzione. Il Ginkgo Biloba è comparso nel Giurassico (circa 250 milioni di anni fa) ed è giunto ai giorni nostri così com'era, unico sopravvissuto della famiglia delle Ginkgoacee. E' la pianta a semi vivente più antica che esista. Originario delle foreste cinesi, è oggi coltivato in tutto il mondo per le sue proprietà, ma la sua zona d'elezione resta l'Oriente, dove il suo nome significa "albicocca d'argento" (dal cinese "yin-xing" che indicava i "frutti" contenenti i preziosi semi), mentre l'aggettivo Biloba viene dal latino: bis-lobus, per indicare la divisione in due lobi delle foglie. Il Ginkgo Biloba raggiunge i 30-40 metri e ha la particolarità di presentare una chioma piramidale quando è più giovane e ovale da grande. Per la sua bellezza, viene utilizzato come pianta ornamentale per parchi e giardini, soprattutto in Giappone (è il simbolo della città di Tokio), e ha una notevole resistenza agli agenti inquinanti. E' tra i pochi vegetali a sopportare temperature estreme (resiste fino a 35 gradi sotto lo zero). Inoltre, pensate che l'unico albero sopravvissuto alla bomba atomica di Hiroshima, e ancora vivo, è proprio un esemplare di Ginkgo Biloba! E' una pianta dioica: ha alberi di genere femminile e di genere maschile, i primi hanno bisogno della presenza dei secondi perché avvenga l'impollinazione. Anche per questo, il Ginkgo Biloba viene associato al simbolo yin-yang (maschile-femminile). E' quindi una delle piante più incredibili che esistano: la medicina tradizionale cinese lo sa da secoli e la usa per curare i disturbi cardiaci, bronchiali e le difficoltà circolatorie in genere. I monaci buddisti ne utilizzano le foglie per preparare una sorta di tè e sia i cinesi che i giapponesi ne consumano i semi tostati come rimedio digestivo, mentre i guaritori indiani lo associavano alla longevità, eleggendolo ingrediente principale del "soma", l'elisir di lunga vita. Per i suoi effetti stimolanti sulla circolazione, sia a livello periferico che cerebrale, gli vengono riconosciute proprietà di contrasto alle fragilità capillari e venose come nel caso di flebiti e varici. E' talmente efficace nell'ossigenazione periferica che anche i farmaci contro l'Alzhaimer contengono una molecola che ne replica il principio attivo (ginkolide), che infatti rafforza la memoria. E' un efficace antiossidante, un regolatore della secrezione sebacea della pelle e un riducente del colesterolo. Non da ultimo è un ideale rimedio contro i problemi respiratori provocati dall'allergia. Importato in Europa due secoli orsono, ha riscosso in Occidente lo stesso successo che aveva in Oriente, unendo così le due culture. Come altre piante eccezionali per il benessere, può essere nocivo: dipende dal tipo di estrazione e concentrazione. Mei lo sa e, con la sapienza dell'antica tradizione erboristica italiana, utilizza l'estratto da semi di Ginkgo Biloba selvatico coreano, l'unico riconosciuto dalla farmacopea, e lo miscela con altri vegetali usando soluzioni analcoliche che permettono di trarne il massimo beneficio, evitandone eventuali effetti collaterali. Vengono così creati prodotti tipo il Drenamei, pilastro del Percorso Anti Age e del Percorso Rosso di cui parliamo in questo numero. Drenamei contiene il succo spremuto del Ginkgo Biloba in perfetta sinergia con altre piante officinali (Meliloto, Maggiorana, Equiseto, Arancio, Pompelmo), per un'azione stimolante della circolazione linfatica e sanguigna e ossigenante dei tessuti, che è anche anti-age.

 

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Friday, 22 September 2017