Eravamo quattro amici al bar

Eravamo quattro amici al bar

Nella "Città del Benessere" Mei, il cantastorie (la Melissa Composta) racconta che erano in quattro, tutti amici, seduti al bar, a dire le loro esperienze ed a dichiarare le loro voglie. Si trovavano tutti i giorni e, sempre, provavano a cambiare il mondo, con analisi profonde del loro impegno professionale. 

Lo spazzino (la Bevanda Composta) parlava del suo lavoro di pulizia profonda (con turni al mattino ed alla sera) per rimuovere tutto quello che era putrido, per eliminare le scorie inquinanti post digestive, per abbassare gli effetti maleodoranti e per smaltire ogni cosa che, lasciata abbandonata, sicuramente avrebbe sporcato l'ambiente addominale. Un lavoro molto importante, quello del netturbino, ma, diceva, poco apprezzato. La società ha sempre pensato a come riempire, con poca logica, le pause del pranzo, senza preoccuparsi di come, a fine pasto, si dovevano smaltire i rifiuti. La Bevanda Composta raccontava che entrava tra le anse intestinali e puliva lo spazio tra i villi fino alla loro base: non una "passata e via", ma un'azione profonda e completa, senza togliere i liquidi intimi che lubrificavano il movimento della peristalsi. Spingeva e convogliava, poi, tutti i rifiuti, verso il tunnel finale dello smaltimento, lasciandoli pronti per una eliminazione abbondante e senza traumi. Un lavoro pesante, dichiarava, che si poteva fare in modo più intelligente se ci fosse stata una produzione calcolata di rifiuti. Finito lo sfogo (l'alimentazione è una scienza, diceva) e confermata la assoluta necessità di bonificare sempre, in modo completo, gli ambienti a lui destinati, si allontanava dal gruppo, per andare a riposarsi per il turno successivo.

Dei tre amici rimasti al bar, il bagnino (la Carota) riferiva quanta vitamina A distribuiva per nutrire la pelle, per stimolare la produzione di melanina e per preparare il corpo all'abbronzatura. Si lamentava della moda di voler rendere scura la pelle con dannose esposizioni a lampade abbronzanti, che la irrigidiscono e la fragilizzano, disidratandola. La Carota, invece, col suo concentrato di betacarotene, la nutriva da dentro, conservandone l'elasticità e donando lucentezza e un colore da abbronzatura sana, senza scottature, senza rughe e senza disidratazione. Parlava della necessità di fare le cose con i tempi giusti, nel rispetto dei tessuti che si vanno a trattare e negando la cultura del "tutto e subito", con le conseguenze negative delle sovraesposizioni solari, senza nessuna difesa della base (per tonificare il connettivo parlava degli specifici effetti di un suo socio specialista, il BodyMei Capsule). Le persone bruciano la pelle, per apparire subito, e sono costrette a curare, dopo, le ferite di questa sconsiderata scelta. La Carota certificava, inoltre, che i suoi composti erano assolutamente di aiuto all'azione dell'amico spazzino (la Bevanda Composta), perché collaboravano a combattere le affezioni intestinali, soprattutto nei bambini. A questi si riferiva quando parlava dei danni del sole, da non razionale protezione. Non si può, diceva, portarli al mare (ma, questo, era valido anche per i genitori), avendo pensato al secchiello ed alla paletta ed essere sprovvisti della più naturale ed efficace protezione dai potenti raggi del sole. Si alzava dal tavolo sconfortato e, inforcati gli occhiali da sole, si allontanava fra l'invidia dei passanti, per il suo dorato colore della pelle.

​Dei due amici ancora presenti al bar, l'allenatore (i Lactobacilli) decantava le qualità racchiuse nei suoi opercoli; magnificava, soprattutto, le azioni di contrasto dei suoi attaccanti nelle "mischie" quotidiane per bloccare gli squilibri della flora intestinale. La popolazione batterica, raccontava, doveva essere florida ed equilibrata; ogni minimo scompenso ne influenzava, pesantemente e negativamente, il nutrimento stesso della mucosa, senza considerare che, così, non riusciva più a fare l'effetto barriera contro gli elementi patogeni, provocando infezioni, allergie e malattie autoimmuni. Tutti questi atleti del benessere intestinale, presenti nei Lactobacilli, non provenivano da vivai standard, nutriti solo a latte, ma erano figli certificati di colture scientificamente protette, per cui potevano essere utilizzati anche nelle intolleranze o nelle allergie al lattosio. Queste specifiche caratteristiche dei componenti il team dava, al discorso dei Lactobacilli, un significato prezioso, di prevenzione assoluta e di tutela della quotidianità di tutti, anche di quelli senza affezioni allergiche o intolleranze. Le alterazioni della flora batterica intestinale, se non riequilibrate, disturbavano la digestione, inducendo stanchezza, allungando il tempo di permanenza della massa fecale nell'intestino ed alterando l'assorbimento. L'allenatore (i Lactobacilli) si lamentava delle diete senza fibre, dei pasti ingurgitati velocemente e non masticati convenientemente, fatti ad orari dissennati e con alterazioni pesanti sulle qualità dei cibi. Nella sua reprimenda ricordava la mancanza di movimento, gli effetti nefasti dell'assunzione pesante di farmaci e sonniferi e gli inquinanti dei cibi (coloranti, stabilizzanti, solventi, ecc.). A tutto questo si poteva rimediare: lo certificava, citando la letteratura specifica, con l'assunzione regolare dei Lactobacilli e lo diceva, a voce alta, allontanandosi dal bar.

Di tutti gli amici al bar, alla fine, è rimasto solo il cantastorie, la Melissa Composta: colui che dona, con l'armonia dei suoi componenti, un sonno felice. La Melissa Composta è come la favola della nonna: bendispone al sonno, al rilassamento ed al sorriso; la sua azione aiuta la depurazione e la disintossicazione intestinale. Lo stress contorce ed irrita lo stomaco e l'intestino, producendo pesanti effetti negativi sia a livello fisico che a livello psicologico, determinando problemi organici e relazionali. "Il mio effetto decongestionante", sentenziava il cantastorie, "indirizzato all'apparato digerente, decontrae le pareti interne, annulla gli spasmi da ansia, facilita la liberazione delle tossine, non permette le infiammazioni al colon e combatte combatte la stitichezza; per questo, in verità, chiamo in causa lo spazzino (la Bevanda Composta), con cui certifico di realizzare la completa azione di svuotamento e pulizia profonda dell'intestino". Il cantastorie (la Melissa Composta) era fiero di essere custode della mente primordiale (comunemente chiamata pancia) e di essere in grado di garantirne la serenità; raccontava come le nonne raccomandavano ai nipoti, che si affacciavano alla vita, di "scegliere di pancia", con l'istinto che viene dalla parte più intima e segreta: per questo doveva essere, sempre, perfettamente pulita ed in buona funzionalità. La Melissa Composta, fra i suoi aiutanti, citava il Luppolo ed il Biancospino, preziosi soci nella composizione dei momenti decongestionanti e instancabili attori della potenza rilassante del concentrato, assolutamente analcolico e privo di effetti collaterali.

In quel momento, al bar della "Città del Benessere" Mei entrano quattro giovani amici che, seduti al tavolo, iniziano a parlare di progetti e di cambiamenti. La voglia di crescere è palpabile e trasuda dai loro discorsi; vogliono fare ricerche ed arrivare a godere della compagnia di tanti nuovi amici: gli integratori naturali Mei che prevengono i vuoti che l'ansia del nostro tempo crea, che colmano le lacune causate dal disordinato stile di vita, che disintossicano gli organi emuntori ingolfati da non sane abitudini alimentari e che facilitano l'equilibrio dell'unità psico-fisica creando le migliori condizioni di serenità. 

G.M.

 

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Monday, 20 November 2017